Chiodos



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Provenienza:
Davison, Michigan, U.S.A.

Line-up:
Craigery Owens (voce)
Bradley Bell (tastiere)
Jason Hale (chitarra)
Pat McManaman (chitarra)
Matt Goddard (basso)
Derrick Frost (batteria)

Il sestetto americano mostra una certa propensione alla sperimentazione, senza però allontanarsi eccessivamente da alcuni schemi tipici del pop punk.

Nell’ultimo album, però, la band si presenta con un lavoro molto più articolato: a tre anni di distanza da loro esordio, il suono della band si è notevolmente evoluto, tanto da essere difficilmente classificabile.

A dominare la scena è l’eclettica voce di Craig Owens, che riesce a stupire soprattutto per la sua capacità di raggiungere tonalità molto acute. La copertina del loro ultimo album Bone Palace Ballet (distribuzione Equalvision Records, 2007) sembra quasi un remake del film “La Sposa Cadavere” di Tim Burton, ed infatti i riferimenti macabri in esso presenti sono numerosi. A livello lirico prevale un’atmosfera misteriosa, venata di conflitti e incertezze: i temi maggiormente chiamati in causa sono quelli dell’amore contrastato, dell’ineluttabilità del tempo, del sogno come antidoto alla durezza della realtà.

I testi dei Chiodos mostrano da subito una certa affinità con le sonorità del metal gotico, mentre le tastiere, insieme alla voce di Owens costituiscono la componente melodica delle canzoni.

Nell’ album, si possono anche ascoltare le cosiddette ballate emo in cui prevalgono tastiere e archi, con chitarre e batteria che irrompono solamente in chiusura.

Inoltre, la varietà di toni è davvero considerevole: alle atmosfere cupe e profonde, seguono quelle malinconiche, per poi passare ai toni onirici e ai suoni distorti.

In questo groviglio di suoni e toni diversi, i Chiodos, con grande abilità, riescono ugualmente a dare senso alle proprie canzoni, e i ritornelli, resi vivaci dal ritmo cadenzato delle chitarre e dalla voce a scatti, si rivelano essere sempre orecchiabili.

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